Calcio

scritto da @alejandromendo

Allora, ieri sono andato allo stadio. C’era il sole a Milano, partita alle ore 15, giocava il mio calciatore preferito, FantAntonio, figata. Ho 27 anni ma non ho alcuna intenzione di perdere l’entusiasmo per il calcio. Quello giocato, quello in streaming quando i link non vanno, quello in tv da amici in cucina, quello al pub. Ma vi racconto di ieri.

Di solito acquisto i biglietti in banca (sono simpatici) oppure online (sono dei ladri), ieri però l’ho deciso quando mi sono svegliato e mi sono detto “ma sì, dai, mica ci sarà troppa fila per Milan-Parma”. In effetti non c’era tanta fila, ma io e Carlinhos Ele ci abbiamo impiegato una quarantina di minuti al sole per fare sti benedetti biglietti. Cose assurde nel 2014. In ogni caso la colpa non è di chi lavora alla biglietteria, ci tengo a sottolinearlo, ma del sistema. Biglietti inutilmente belli ma poco pratici, soprattutto se acquistati minuti prima del fischio di inizio. Ce li ha venduti una ragazza giovane che aveva la faccia di chi ha perso 2-3 anni di vita in quelle due ore prima della partita, stressata, mi ha chiesto quasi scusa. Penso odi il calcio, lei e chi fa quel lavoro, per forza.

Bene. Di corsa, siamo entrati alle 15.03 (niente di grave alla fine) per scoprire che i “tifosi” del Milan, ma questi non sono mica tifosi, avevano deciso di protestare contro, boh, l’atteggiamento della squadra nelle ultime partite, credo di aver letto così. Non si poteva accedere, quindi, alla parte “bassa” del 2º anello blu, c’erano gli Ultras davanti alle porte e bloccavano chi come noi voleva semplicemente sedersi a guardare la partita in pace. Così, abbiamo visto in piedi l’uscita oscena di Abbiati, l’espulsione, l’entrata di Amelia e il gol di Cassano su calcio di rigore. Ha segnato il mio idolo e l’ho visto a malapena per colpa di questi fenomeni. Erano le 15.10, circa. Un ragazzo con cui abbiamo scambiato due parole (siete spagnoli? cosa tifate? Ah, cazzo, forte il Barça, quest’ anno però il Real ha qualcosa in più) mi ha confessato che la protesta/contestazione sarebbe durata tutta la partita. Ottimo. Qua mi viene da avere la stessa reazione che ho quando c’è lo sciopero: ok protestare, ok esprimerti, ok di forma pacifica, ok tutto, io ti rispetto, ma tu rispetti me?

Lost in Translation

Per fortuna io posso, a seconda della situazione, far finta di essere italiano oppure fingermi un Erasmus, così ho provato a parlare in inglese con alcuni Stewards per farli capire che eravamo senza posto, in piedi non si vedeva niente perché tutte le porte erano affollate. Se provavi a metterti davanti, quelli dietro ti urlavano (giustamente) ao, levati dal cazzo. Questi Stewards facevano una fatica enorme a dare spiegazioni a me ed altri ragazzi (studenti, alcune ragazze straniere, bionde con magliette del Milan e shorts che non capivano niente): “sorry, we can do nothing”, pronuncia all’ italiana. C’era un gap linguistico-culturale pazzesco che neanche due interpreti saremmo stati in grado di colmare, come spiegare queste dinamiche calcistiche a chi non è italiano, impossibile.

Quando il gruppo di Erasmus si è stancato di non capire, mi sono avvicinato per parlare più tranquillamente con chi sembrava il capo degli Stewards, la fascia da capitano sul braccio. Allora ho dovuto fare “l’italiano”: ho chiesto se potevano aprirci la porta di qualche altro settore, mi è stato detto “ora chiedo”, e così mi mandavano da uno all’ altro, tutti col walkie-talkie in mano, senza agire e senza sapere cosa dirmi. Passavano i minuti e noi ci sentivamo un po’ bambini che sono troppo bassi per vedere cosa succede, un po’ adulti che aldilà del prezzo del biglietto volevano semplicemente un po’ di normalità.

Erano le 15.40 e mi sono rivolto al responsabile: “ho capito cosa c’è, ho capito che non puoi e non vuoi risolvere il problema, è più grande di te e di me, ma facci entrare, siamo due ragazzi che vogliamo guardare una partita di calcio, prendi pure i nostri nomi e documenti, apri sto cazzo di cancello e facci entrare. Già stiamo tutti dando notorietà e potere a questa gente, io sono qui per il calcio, ho pagato il mio biglietto e voi mi state dicendo in poche parole che non riuscite a fare bene il vostro lavoro, non siete in grado di garantire il mio accesso al posto assegnato sul mio biglietto. Vi voglio capire, ma capite voi me, aprite sta porta.

Sudavano, erano in difficoltà, ma ci hanno aperto il cancello e abbiamo guardato il secondo tempo nel secondo arancio, come i veri magnati. E abbiamo parlato di calcio, eravamo li per quello.

La partita, abbastanza piatta nel primo tempo, è diventata bella e movimentata. Dallo 0-2 si è passato al 2-2, tentativo di rimonta, titolisti della Gazzetta che già scrivevano “Cuore Milan”, poi 2-4, tacco di Amauri, mica ce lo potevamo perdere un miracolo del genere. Sembrava i giocatori stessero aspettando noi che eravamo senza posto durante i primi 45 minuti. Alla fine, e nonostante gli sforzi di alcuni, siamo usciti dallo stadio contenti, parlando di calcio.

Di calcio, ragazzi, non dimenticate di cosa si tratta tutto questo circo che tanto ci piace.

In altre news: #Cassano al Mondiale!
Tutta la vita.
Ciao, bombers!

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